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» Trento 08.05.2009
| Convegno "Valutare apprendimenti, valutare contesti"
Tavola rotonda: "Valutare gli esiti di attività
complesse: oltre i risultati di Pisa 2006"
Intervento di: Piero
Cipollone, INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione
del sistema educativo di istruzione e di formazione)
Anche in Italia la reazione alle notizie circa
lo scarso livello delle competenze dei nostri studenti sta finalmente
suscitando un qualche dibattito finalizzato alla ricerca di possibili
rimedi. Tra le varie proposte acquista sempre maggiore credito quella
che propone una valutazione delle singole scuole basata anche sui
risultati di test standardizzati di apprendimenti. Questa opinione
trova anche qualche conforto nei risultati della ricerca internazionale
in materia di assetti istituzionali dei sistemi scolastici secondo
cui la combinazione di autonomia e valutazione delle singole scuole
disegna un sistema di incentivi che favorisce l’apprendimento
dei ragazzi.
L’attuazione di un tale modello richiede
l’esistenza di basi dati adeguate e metodi atti a stimare
l’apporto che ogni singola scuola fornisce alla crescita degli
apprendimenti dei propri ragazzi. Le basi dati oggi disponibili
e le metodologie spesso adottate, specialmente nel nostro paese,
non sono adeguate allo scopo. Per quanto riguarda le basi informative
il loro principale difetto non sta tanto nella loro natura campionaria
o nella loro insufficiente qualità. La difficoltà
maggior nasce dal fatto che tutte le indagini attualmente in essere
sembrano ignorare la natura cumulativa dei processi di apprendimento,
mentre invece questa idea è divenuta centrale a tutta la
teoria economica della formazione del capitale umano. Informazioni,
per quanto ricche, circa gli input correnti nella funzione di creazione
degli apprendimenti non sono sufficienti a identificare tutti i
parametri rilevanti per il calcolo dell’apporto della singola
scuola.
Per superare questa difficoltà occorre disegnare
un sistema capace di seguire i ragazzi nella loro carriera scolastica
e che registri i risultati scolastici ottenuti in tutte le forme
di valutazione incluse quella esterna e standardizzata, dal momento
del loro ingresso nel sistema fino alla loro uscita e anche oltre.
Un simile strumento andrebbe collegato con tutte le informazioni
raccolte per via amministrativa riguardanti la famiglia dello studente.
A completamento del sistema va costruito un archivio di tutte le
scuole contenente le molte informazioni che a vario titolo vengono
raccolte ogni anno.
Sul piano della metodologia statistica l’uso prevalente di
metodi che non garantiscono la individuazione di legami causali
tra le determinanti e gli apprendimenti indebolisce la possibilità
di individuare chiare raccomandazione in materia di politica scolastica.
In questo senso è necessario intraprendere, anche nel nostro
paese, la strada della valutazione degli effetti di interventi di
politica educativa basati su metodi sperimentali che permettano
di individuare con sufficiente certezza gli effetti di impatto di
alcune variabili chiave sugli apprendimenti degli alunni.
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