|
» Trento 08.05.2009
| Convegno "Valutare apprendimenti, valutare contesti"
Tavola Rotonda 1. "Valutare
gli adulti della scuola nel loro contesto"
Intervento di: Lucia
Genovese, Università degli Studi “G.
D’Annunzio” di Chieti-Pescara
“Valutare la professionalità
dei docenti”
Valutare la professionalità degli insegnanti,
soprattutto di quelli già in servizio, è compito impegnativo
non solo per i problemi legati all’alto numero dei soggetti
interessati, ma soprattutto perché la finalità prima
di queste azioni (promuovere lo sviluppo professionale dei docenti
e quindi la qualità del loro insegnamento) chiede che siano
condotte nell’ambito sia di iniziative volte a prendere in
esame il funzionamento delle istituzioni scolastiche; sia di politiche
di sostegno alle attività delle istituzioni indirizzate alla
valorizzazione dell’impegno e delle competenze dei docenti
e alla promozione del raccordo tra valutazione del loro operato
e iniziative di formazione in servizio.
La questione sul tappeto è identificare criteri e modalità
che riescano ad apprezzare le diverse componenti della professionalità
del docente, che mal si prestano a semplice e univoca verifica,
e a dare il giusto peso a quelle maggiormente incidenti sulla qualità
dell’insegnamento e sugli esiti formativi. Come è noto,
le ricerche non offrono un quadro di riferimento certo al riguardo
e non è semplice dire quali siano le qualità e le
competenze degli insegnanti che meglio si correlino con il rendimento
degli allievi.
Le esperienze condotte più recentemente dicono quanto sia
complesso disporre di dati che consentano di esprimere giudizi fondati
e tali da incidere positivamente sul funzionamento delle istituzioni
e sull’operato degli insegnanti. Indicazioni utili sono offerte
dall’analisi di modelli di azione che, pur differenziandosi,
si pongono finalità comuni nel tentativo di superare una
logica burocratica del controllo, (accertamento del rispetto delle
norme di comportamento e dell’applicazione dei programmi)
o di una verifica che si limiti a prendere in esame il rendimento
degli allievi o altri valori grezzi (percentuale dei promossi o
delle assenze da scuola) per valutare i docenti. Un esame delle
esperienze condotte in campo internazionale vede la valutazione
dei docenti affidata sia ad un apprezzamento indiretto, legato ai
risultati conseguiti dagli allievi, sia a una più diretta
stima della professionalità individuale. Altre procedure
più raramente documentate fanno riferimento alla valutazione
da parte dei colleghi, ai dati che emergono dall’autovalutazione
di istituto o individuale, a indagini sul livello di soddisfazione
di studenti e/o genitori.
Dal quadro così delineato si ricavano indicazioni preziose
per il nostro paese che sta avviando prime iniziative nel settore.
Le esperienze documentate confermano la particolare criticità
del settore che non si presta a soluzioni semplicistiche (ad esempio,
limitarsi a correlare la professionalità al rendimento degli
allievi), né si risolve facendo forte affidamento a pur utili
procedure di autovalutazione. Si deve, invece, fare ricorso ad un
articolato ventaglio di iniziative, per quanto possibile condivise
dai docenti, che consentono sia di tenere in debito conto le variabili
di contesto; sia di collegare strettamente la valutazione dei docenti
alla promozione del loro sviluppo professionale e al riconoscimento
dello stesso in termini di incentivi economici e di carriera. Così
procedendo, si hanno maggiori garanzie di perseguire gli obiettivi
attesi, ma soprattutto non si tradisce la finalità prima
di queste politiche che devono mirare alla piena valorizzazione
della professionalità dei docenti che sono gli attori principali
per la realizzazione di una scuola di qualità.
|