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» Trento 08.05.2009
| Convegno "Valutare apprendimenti, valutare contesti"
Tavola Rotonda 2. Valutare
apprendimenti diversi: con quali strumenti?
Intervento di: Maurizio
Gentile e Francesco Pisanu, Iprase – Trento
Un caso di ricognizione delle pratiche di valutazione
degli apprendimenti nel primo ciclo d’istruzione: presa
in carica del contesto e strumenti di lavoro
Lo scopo della comunicazione è illustrare
e discutere un programma di ricerca-intervento messo a punto in
collaborazione con l’I.C. Trento 7. L’azione di ricerca
prende le mosse da un progetto di più ampio di auto-valutazione
di classe commissionato dal Dipartimento Istruzione della Provincia
Autonoma di Trento. Il progetto ha avuto inizio nel Gennaio 2008
e si concluderà nel Giugno del 2009.
L’idea principale dell’azione di ricerca
è stata quella di coinvolgere un gruppo di insegnanti in
un lavoro di ricognizione delle pratiche quotidiane di valutazione
degli apprendimenti (Carugati e Selleri, 2001), che i docenti
dello stesso istituto utilizzano nel corso di un quadrimestre o
di un anno scolastico. Si è trattato dunque di focalizzare
l’attenzione su una descrizione analitica delle caratteristiche
del contesto “valutativo” dell’istituto coinvolto.
Nella filosofia partecipata del progetto (Boudah e Lenz, 2000),
un piccolo gruppo di insegnanti-ricercatori dell’istituto
coinvolto, si è preso carico, in stretta collaborazione e
con il coordinamento dello staff di ricercatori IPRASE, di sviluppare
l’intera filiera di un progetto di ricerca valutativa: dal
focus sul problema, alla definizione degli indicatori, delle variabili,
alla costruzione degli strumenti e alla loro conseguente somministrazione;
per concludere con la raccolta e l’analisi descrittiva dei
dati.
Inizialmente sono stati definiti due indicatori
e una serie di variabili. Successivamente, indicatori e variabili
sono stati trasformati in un’intervista individuale strutturata.
La decisione di fondo è stata quella di evitare la raccolta
dati mediante un questionario autosomministrato tradizionale, preferendo,
al contrario, una presa in carico da parte dei docenti e della dirigenza
scolastica del tema in parola e degli esiti dell’indagine.
Al di là di una maggiore completezza nella raccolta del dato,
questo tipo di intervista è stato scelto, dunque, per la
maggiore vicinanza degli insegnanti rilevatori rispetto alla popolazione
di colleghi interni alla scuola, e per l’alto potenziale di
accountability interna.
Ai docenti intervistati è stato, ad esempio,
chiesto (supportati da un kit di approfondimento per l’intervista):
Prendendo come riferimento l’intero anno scolastico,
quanto tempo dedica alle seguenti modalità di valutazione?
– Prove di prestazione
– Rubriche
– Test formativi di profitto
– Test sommativi di profitto
– Interrogazioni dalla cattedra o alla lavagna
– Compiti in classe
– […]
Ad integrazione di questa prima serie di variabili, si è
focalizzata l’attenzione sui supporti utilizzati dai docenti
nella preparazione delle prove e sulle eventuali intenzioni all’utilizzo
futuro. Elementi questi che portano l’intervista su un piano
di supporto a possibili azioni di intervento/sviluppo all’interno
della scuola.
Per sostenere i docenti nell’azione di ricognizione
è stato progettato un sistema di training sistematico (con
più incontri ripetuti nel tempo, basati su simulazioni e
strategie di probing) per condurre un’intervista
strutturata. I docenti intervistatori (un primo nucleo di 6) hanno
condotto una prima serie di interviste a 32 colleghi. I dati di
questa prima ricognizione sono stati presentati e discussi nel corso
di un incontro pubblico nella scuola. Nella medesima occasione è
stato chiesto ad altri docenti di far parte del nucleo di intervistatori.
Da un numero iniziale di 6 si è passati a 20. A questo nuovo
gruppo è stato riproposto il training di formazione.
In questo modo anche la seconda fase di raccolta
è stata conclusa. Tutti i docenti dell’istituto sono
stati intervistati, plesso per plesso. Nel periodo Maggio/Giugno
saranno restituiti i dati della ricognizione. Come già anticipato,
la finalità generale di quest’ultima fase è
un eventuale supporto all’elaborazione di piani di miglioramento
relativi al tema delle pratiche di valutazione. Una parte dell’intervista,
infatti, è stata focalizzata sui seguenti aspetti: quali
azioni di sviluppo sono preferite (corsi di aggiornamento, progetti
di ricerca-azione, conferenze, consultazione di riviste, ecc.) e
quali disponibilità il docente manifesta per un’azione
di miglioramento della scuola delle pratiche di valutazione degli
apprendimenti.
Riferimenti bibliografici
Carugati, F. e Selleri, P. (2001). Psicologia dell’educazione.
Bologna: Il Mulino.
Boudah, D.J., e Lenz, B. K. (2000). And now the rest of the story:
The research process as intervention in experimental and qualitative
studies. Learning Disabilities Practice, 15(3), p. 149-159.
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