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» Trento 08.05.2009
| Convegno "Valutare apprendimenti, valutare contesti"
Tavola rotonda: "Valutare gli esiti di attività
complesse: oltre i risultati di Pisa 2006"
Intervento di: Maurizio
Gentile, Iprase – Trento
Valutare per apprendere
Dopo la pubblicazione di “Inside the
Black Box: Raising Standards Through Classroom Assessment”
(Black e Wiliam, 1998) un complesso di riflessioni, strumenti, provvedimenti
di riforma hanno orientato fortemente la riflessione e il dibattito
sul tema della valutazione degli apprendimenti. Il modello di valutazione
OCSE-PISA può essere tematizzato all’interno di questo
filone di studi e ricerche.
Uno degli scopi di PISA è di rilevare quella
dimensione della competenza che si manifesta nell’applicare
quanto studiato all’interno di situazioni e contesti, sia
di vita reale, sia di natura disciplinare. Coerentemente con questa
impostazione le prove di valutazione hanno lo scopo di sollecitare
una risposta competente integrata. Gli studenti si confrontano con
situazioni di vita che hanno a che fare con la scienza e la tecnologia,
la comprensione di testi continui (articoli) e discontinui (grafici,
tabelle), la comprensione di problemi reali (l’attendibilità
dei sondaggi) ricorrendo a conoscenze matematiche. Le competenze,
poi, dipendono da un complesso di conoscenze e da un insieme di
atteggiamenti e fattori motivazionali.
Posta in questi termini la literacy (alfabetizzazione,
cultura di base) si configura come un “apprendimento
complesso” che ha una forte caratterizzazione operativa e
personale. Si compone di un sistema di operazioni intellettive e
di conoscenze la cui maturazione può dipendere dalle esperienze
di apprendimento, da una serie di variabili soggettive e di contesto.
Sviluppare capacità scientifiche, matematiche e di lettura
potrebbe significare, nell’ambito di un percorso formativo,
trasformare un insieme di singoli risorse individuali in una forma
mentis integrata.
Recentemente è stata realizzata a cura dell’INVALSI,
una raccolta di item rilasciati nelle varie edizioni dell’indagine
PISA. Si tratta di unità d’esercizio pubblicati nelle
edizioni precedenti e che non verranno riutilizzati nelle indagini
successive. Il compendio è diviso in tre parti: lettura,
matematica e scienze. Ogni prova è corredata dalla descrizione
del quesito, dalla guida per la correzione delle risposte e dai
dati relativi alle risposte degli studenti a diversi livelli: percentuale
media dei paesi OCSE, percentuali nazionali, percentuali per macroarea
geografica. La guida può costituire per le scuole un utile
strumento per avviare pratiche di valutazione orientati alla formazione
delle competenze.
In sintesi, la valutazione degli studenti è
un tema determinante per la qualità del servizio scolastico.
Orientare la valutazione verso la formazione delle competenze può
ulteriore arricchire l’efficacia formativa di un istituto
scolastico. In questa prospettiva uno degli scopi principali di
un processo valutativo è di generare buona informazione (Stiggins
et al., 2004). I progressi degli alunni possono dipendere dall’informazione
che essi ricevono sulle modalità e i risultati di apprendimento.
In questa linea, la valutazione dovrebbe essere equa, avere un carattere
inclusivo, incoraggiare gli studenti nella ricerca di miglioramenti,
essere descrittiva, offrire frequenti occasioni riflessive (Ellerani
e Gentile, 2007).
Riferimenti bibliografici
Black, P. and Wiliam, D. Inside the Black Box:
Raising Standards Through Classroom Asses sment, Phi Delta Kappan,
October 1998, pp. 139-48.
Ellerani, P. e Gentile, M. (2007, in stampa). La prospettiva dinamica
della valutazione per l’apprendimento. In Ellerani, P., Gentile,
M. e Sacrestani Mottinelli M. Valutare a scuola, formare competenze.
Strumenti e principi della valutazione per l’apprendimento.
Torino: SEI, pp. 3-56.
Stiggins, R.J., Arter, J.A., Chauppuis, J. e Chauppuis, S. (2004).
Classroom assessment for student learning, Portland: OR:
Assessment Training Institute.
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