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» Trento 08.05.2009 | Convegno "Valutare apprendimenti, valutare contesti"


Tavola Rotonda 2.
Valutare apprendimenti diversi: con quali strumenti?

Intervento di: Pina Marsico, Università di Salerno

Contesti educativi e punti di intersezione: gli incontri scuola-famiglia


Da un punto di vista sistemico e culturale si può dire che l’evento “consegna dei giudizi scolastici” rappresenta l’occasione in cui il microsistema famiglia e il microsistema scuola si incontrano/scontrano rendendo evidenti le connessioni mesosistemiche (sia quelle riuscite e proficue che quelle mancate o improduttive) tra due contesti di vita straordinariamente importanti per la crescita di una persona (Bronfenbrenner, 1979). Si tratta di un appuntamento in cui entrano in contatto due “mondi culturali" connotati da specifici sistemi di credenze, proprie modalità organizzative, particolari “climi sociali” e punti di vista, talune volte anche molto distanti, sui processi formativi, la crescita del figlio/alunno e le modalità di gestione della relazione adulto/ragazzo.

Evento “critico”, dunque, e non solo per le ragioni appena esposte, ma anche per i significati che esso assume nella vita degli attori coinvolti. Basti pensare a quanto il giudizio scolastico attribuito al figlio possa essere vissuto dai genitori come una valutazione delle proprie competenze educative o a quanto il processo di definizione identitaria sia strettamente interconnesso con l’esperienza scolastica e con il valore che una situazione di successo o di insuccesso scolastico assume nei termini della definizione positiva o negativa di Sé.
Del resto, la valutazione scolastica è un fenomeno assai rilevante dal punto di vista psicosociale proprio perché rappresenta, per certi versi, il terreno di confronto tra due agenzie di socializzazione straordinariamente importanti per lo sviluppo (la famiglia e la scuola), una specie di linea di confine dove negoziare anche le percezioni di figlio/allievo possedute dalla famiglia e dalla scuola.

Quando “la famiglia va a scuola” per informarsi sui giudizi scolastici dei figli la situazione diviene un “affare di adulti”. Ai ragazzi, che dovrebbero essere i protagonisti a tutti gli effetti di quanto sta accadendo, viene riservato uno spazio conversazionale davvero minimo. Nel corso dell’incontro della famiglia con il docente predomina, di fatto, la necessità del confronto fra le due culture educative.
Il successo o l’insuccesso del ragazzo assume in molti casi il significato di una vera e propria “posta in gioco” che vede misurarsi le diverse concezioni educative della famiglia e della scuola.

 

 



   
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