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» Trento 08.05.2009
| Convegno "Valutare apprendimenti, valutare contesti"
Tavola Rotonda 3. Valutare bambini/e ragazzi/e,
adolescenti
Intervento di: Franca
Rossi, Università di Perugia
La pratiche quotidiane nella scuola dell’Infanzia
Il contributo propone una riflessione sulle pratiche
che caratterizzano il contesto quotidiano della scuola dell’Infanzia.
Più precisamente prende spunto da un recente lavoro di osservazione
realizzato nelle scuole dell’infanzia (Ajello, Rossi, 2009
in preparazione) comunali di Roma, finalizzato a costruire la carta
di identità delle scuole osservate attraverso la lettura
delle pratiche diffuse, delle buone pratiche – intese come
prassi pensate, problematizzate e visibili - e delle pratiche con
margini di miglioramento.
Si è trattato in primo luogo di coinvolgere
gli insegnanti in una attività di identificazione di obiettivi
verso cui si dirige la propria azione e, al tempo stesso, di indicatori
espliciti che costituissero i criteri per valutarne il raggiungimento.
In secondo luogo, si è trattato di proporre e concordare
criteri che siano riconosciuti come indicativi di situazioni positive;
questi criteri hanno costituito una specie di elenco di caratteristiche
che connotano il positivo e che rappresentano al tempo stesso un
insieme di obiettivi a cui tendere. Per fare solo alcuni esempi,
è possibile riconoscere l’organizzazione e la gestione
del tempo, dello spazio, delle routines, delle attività,
della relazione con l’adulto e con i pari, la funzione delle
attività integrative, l’articolazione della documentazione
relativa alle attività didattiche, la disponibilità
di materiale che accompagna il lavoro degli adulti e così
via.
Una lettura attenta meritano le pratiche diffuse
che, indipendentemente dalla loro valutazione, rendono visibili
dei particolari modi di fare scuola nei quali gli insegnanti si
riconoscono. In particolare, tra le pratiche diffuse richiedono
una riflessione i dati relativi alla maggiore frequenza di attività
individuali rispetto ad attività di piccolo gruppo, la presenza
degli angoli tematici all’interno della sezione, l’attenzione
a costruire partecipazione e responsabilità nei bambini attraverso
le attività.
Analogamente è necessario individuare dei
criteri che rappresentino la soglia minima al di sotto della quale
non sia accettabile scendere come servizio educativo. Per quest’ultimo
aspetto, si tratta di costruire criteri che siano riconosciuti concordemente
come indicativi di situazioni non adeguate e che per ciò
stesso vanno modificate. Si pensi, ad esempio, all’uso stereotipato
e prolungato nel tempo del materiale didattico.
Tutta questa riflessione sulle diverse pratiche
realizzate con i bambini è tesa a garantire lo sviluppo delle
diverse potenzialità di ciascuno in modo articolato e complesso,
senza precoci canalizzazioni rispetto alle abilità tipiche
dei gradi di scuola successivi.
E’ possibile, invece, individuare delle buone pratiche anche
nella scuola dell’Infanzia, che sarebbe auspicabile ritrovare
negli ordini di scuola successivi. In questo senso l’individuazione
di buone pratiche di lettura, dal Nido alla scuola primaria, che
abbiamo documentato in “Altro che storie!”, il primo
prodotto editoriale dell’associazione Context, può
essere un contributo in tale prospettiva.
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