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» Trento 08.05.2009
| Convegno "Valutare apprendimenti, valutare contesti"
Tavola Rotonda 1. "Valutare
gli adulti della scuola nel loro contesto"
La valutazione degli operatori scolastici
tra dimensione individuale e collettiva: alcuni paradossi e prospettive
di analisi
Intervento di: Arduino
Salatin, IPRASE Trento
Tra gli adulti più significativi presenti nei contesti scolastici
indubbiamente appare decisivo il ruolo dei dirigenti e degli insegnanti.
La gran parte degli studi comparati in materia di sistemi educativi
scolastici sottolineano tale ruolo come variabile essenziale per
l’efficacia dei sistemi e degli ambienti di apprendimento.
Quando tuttavia si passa a “misurare” l’apporto
degli operatori alla qualità o al rendimento del servizio
scolastico, le cose si complicano. Da un lato esiste un approccio
che tende ad assimilare il lavoro scolastico ai canoni di produttività
di tipo industriale, collegabili a determinati parametri “oggettivi”
di valutazione, dall’altro si segnala l’aleatorietà
di ogni forma di valutazione data la complessità delle variabili
in gioco per determinare il successo formativo degli studenti (cfr.
Previtali, 2009a).
Recentemente in Italia si è poi aperto un dibattito circa
l’efficacia della pubblica amministrazione, accusata di essere
piuttosto indulgente verso i “fannulloni” (il che alluderebbe
tuttavia ad una valutabilità degli operatori),a fronte di
una perdurante marcata ostilità della scuola verso ogni forma
di valutazione del personale “vissuta come estranea alla logica
educativa” (cfr. Ribolzi, 2009a).
A fronte di queste difficoltà, può essere utile porre
attenzione alla seguente questione: in che misura è valutabile
la dimensione collettiva e non solo individuale di una attività?
In tal caso, come è possibile valutarla? Quanto incide questa
possibilità in relazione al profilo ideale di un “buon”
dirigente o insegnante?
Il problema non si pone ovviamente solo per la scuola, ma è
condiviso in molti altri ambiti, come i sistemi di produzione (cfr.
Margiotta, 2007) o i “servizi alla persona” (cfr. Folgheraiter,
2009); esso rinvia inoltre a questioni interpretative più
generali come ad esempio quelle affrontate dalle teorie delle rappresentazioni
sociali (cfr. Doise, 1982) o da quelle del capitale sociale (cfr.
Donati-Colozzi, 2006).
Nel caso della scuola, gli approcci alla valutazione degli operatori
hanno privilegiato per lo più la dimensione individuale,
come si può vedere ad esempio nel dispositivo recentemente
proposto dall’Invalsi per i dirigenti scolastici (Niceforo,
2009, Previtali, 2009b).
La scuola tuttavia è anche una comunità educativa,
un insieme di relazioni tra persone e può essere descritta
come una “comunità di pratiche” (Wenger, 2006),
cioè come un sistema di relazioni caratterizzati dalla condivisione
dei modi di agire e di interpretare gli eventi, che implicano relazioni
durature tra persone intorno a specifiche attività e che
contribuiscono a strutturare l’identità stessa dei
partecipanti.
L’insegnante o il dirigente scolastico per poter lavorare
deve anzitutto apprendere le pratiche sociali condivise all’interno
della sua comunità professionale generale e specifica (i
colleghi di lavoro), e poi continuare ad agire professionalmente
e umanamente attraverso forme di relazioni e di condivisione di
tali pratiche.
Ciò comporta che anche in sede valutativa si dovrebbe assumere
questa dimensione attraverso nuove forme di analisi del processo
di costruzione delle prestazioni lavorative e di interpretazione
dei loro significati sociali (Le Boterf, 2007).
Riferimenti bibliografici
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scolastici, numero speciale di “Notizie della scuola”,
15 (2009)
A.M. Ajello, Oltre la scuola della sufficienza, per una scuola attuale,
in “Scuola e città”, 2 (2006), pp. 1-10
W.Doise, Livelli di spiegazione in psicologia sociale, trad. it.
Giuffrè, Milano, 1982
P.Donati - I.Colozzi (a cura di), Capitale sociale delle famiglie
e processi di socializzazione, F.Angeli, Milano, 2006
D.Previtali, Il nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici,
in “Notizie della scuola”, 15 (2009), pp.7-16
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dell’istruzione”, 2 (2009), pp. 25-28
F. Folgheraiter, Saggi di welfare. Qualità delle relazioni
e servizi sociali, Erickson, Gardolo, 2009 Louis, K. S., Kruse,
S. & Marks, H. Schoolwide professional community. In F. Newmann
and Associates. Authentic achievement: restructuring schools for
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G. Le Boterf, Professionnaliser. Le modèle de la navigation
professionnelle, Editions d’Organisation, Paris, 2007
U.Margiotta, Competenze e legittimazione nei processi formativi,
Pensa Multimedia, Lecce, 2007
O.Niceforo, Dirigenti scolastici. La valutazione introvabile, in
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B. Pont - D. Nusche and D. Hopkins (eds), Improving School Leadership,
Volume II, OECD, Paris, 2008
L.Ribolzi, Verso un sistema di valutazione dei dirigenti, in “Notizie
della scuola”, 15 (2009), pp.4-6
L.Ribolzi, Valutazione degli insegnanti: da dove cominciare, in
“Rivista dell’istruzione”, 2 (2009), pp. 29-32
Wenger E., McDermott R., Snyder W.M., Coltivare comunità
di pratica, trad. it. Guerini e associati, Milano, 2007
Wenger E., Comunità di pratica, trad. it. R.Cortina Editore,
Milano, 2006
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