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» Trento 08.05.2009 | Convegno "Valutare apprendimenti, valutare contesti"

Tavola rotonda: "Valutare gli esiti di attività complesse: oltre i risultati di Pisa 2006"

Intervento di: Alberto Vergani, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Traccia per macropunti

Alla luce dell’impostazione generale della giornata e più in particolare del titolo della tavola rotonda (Valutare gli esiti di attività complesse: oltre i risultati di PISA 2006), centrerei il mio intervento intorno alle seguenti aree di contenuto che espongo sinteticamente qui di seguito:

a) (una sorta di premessa a partire dal titolo della tavola rotonda) ad attività (se parliamo di valutazione: evaluandi) complesse si risponde, dal punto di vista valutativo, con disegni, dispositivi, impianti complessi (ovvero: articolati, differenziati, multilivello, plurali, ….. ). E’ la conferma, peraltro in coerenza con quanto scritto nelle premesse della tavola rotonda e con riferimento ad evaluandi quali le istituzioni o i sistemi educativi territoriali, che dal punto di vista valutativo non bisogna centrarsi esclusivamente sulle ‘caratteristiche metrologiche’ degli strumenti di misurazione degli apprendimenti: tuttavia, è anche l’indicazione che è necessario non limitarsi agli apprendimenti come unica dimensione rilevante – per quanto cruciale e imprescindibile – per la valutazione di ‘attività (educative, di istruzione e formazione) complesse’;

b) certamente la valutazione degli apprendimenti è l’ambito valutativo più consolidato e strutturato all’interno dei sistemi educativi. Tuttavia, nella logica della complessità appena richiamata, è necessario spostare – come ad esempio in PISA ed Invalsi ed altre analoghe indagini - la valutazione degli apprendimenti dal piano strettamente docimologico a quello di sistema. Ciò significa costruire impianti di valutazione in grado di integrare la valutazione di tipo docimologico con punti di riferimento ad essa esterni e capaci di garantire sia la comparabilità di questi risultati sia il loro passaggio da una scala di singolo studente a quella di sistema;

c) in questa prospettiva ‘andare oltre PISA 2006’ significa almeno tre conseguenze: 1) andare più in profondità nell’analisi dei risultati (del tipo) PISA (ovvero giungere fino al livello di singola istituzione educativa – e quindi anche oltre i livelli regionali e subregionali – ma anche raffinare l’analisi dal punto di vista metodologico); 2) affiancare agli oggetti coperti da indagini (del tipo) PISA ad altri oggetti/dimensioni necessari per la valutazione di attività/sistemi (educativi) complessi; 3) farsi carico in maniera consapevole delle peculiarità (di metodo, processo, contesto, ……; di autonomia e relazione necessaria) che caratterizzano quella specifica operazione chiamata valutazione;

d) adottare questa prospettiva implica a sua volta intervenire in maniera coordinata almeno sui seguenti fronti: 1) quello della tecnicalità in senso stretto delle indagini (del tipo) PISA (e in generale delle ricostruzioni degli apprendimenti) e delle relative modalità di analisi, restituzione ed interpretazione; 2) quello dell’ampliamento delle dimensioni valutative considerate (diverse ovviamente a seconda che il riferimento sia contesti/sistemi educativi micro, meso o macro) e delle relative modalità – appunto - di valutazione (ovvero ‘ricostruzione, comparazione, spiegazione’); 3) quello della costruzione progressiva – meglio se in maniera partecipata ma con un ruolo comunque centrale delle istituzioni di governo ai diversi livelli – del senso e del perché della realizzazione di una determinata valutazione esterna (è la questione del disegno di policy all’interno del quale si inserisce e trova motivazione la valutazione); 4) quello delle condizioni di tipo organizzativo e in generale di risorse necessarie per la progettazione e realizzazione delle valutazioni; 5) il fronte, infine, delle modalità e delle forme concrete – generalmente di tipo processuale - attraverso le quali garantire la connessione tra gli esiti delle valutazioni ed i processi di auto ed etero analisi e riflessione che i diversi attori del sistema educativo – a tutti i livelli – sono chiamati a svolgere rispetto al proprio operare, ai relativi risultati ed alle condizioni, anche micro, di esercizio dei propri compiti e responsabilità.

   
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